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Un altopiano a picco sul Lago di Garda
a cura di Simona VitaliUn altopiano a picco sul Lago di Garda14/07/2026
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Quando ci troviamo dinanzi a territori paesaggisticamente preservati vale la pena chiedersi il perché, partendo magari dalla loro conformazione geografica, che può avere sortito intrinsecamente una funzione protettiva dell’esistente.
Questo è il caso, come vedremo, di Tremosine sul Garda, un comune letteralmente sospeso sul lago, immerso - a ragione - nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano, con la sua natura incontaminata.  E che si caratterizza pure come ‘diffuso’, con le sue 18 frazioni - di cui 17  dislocate su un altopiano a diverse altitudini, tra i 400 e i 600 metri rispetto all’acqua, e una che è direttamente sul lago - su un’estensione di circa 70 chilometri quadrati.
Tremosine è un paesaggio preservato non per immobilità progettuale, ma per una lunga tensione tra isolamento, accesso, adattamento umano e pluralità ambientale.

Quando l’avvento di una strada cambia le sorti di un territorio
Il lago ha sempre rappresentato per gli abitanti di Tremosine lo sbocco per commercializzare le proprie merci, per poter fuoriuscire da quella condizione di isolamento a cui il vivere in quel comune arroccato su un altopiano a strapiombo li costringeva.
Tuttavia, per secoli, per scendere al porto c’era solo una fitta rete di mulattiere e ripidi sentieri che mettevano a dura prova chi traportava a spalla legno, carbone, grano, olio… Nell’intento di alleviare queste fatiche, tra fine ‘800 e inizio ‘900, sono state realizzate due teleferiche tra Pieve, il capoluogo, e il porto: il ‘filo Berasi’, che funzionava a contrappeso di pietre e il ‘filo Cozzaglio’ che sfruttava il peso dell’acqua. Il primo è rimasto attivo fino al 1912, il secondo fino al 1931. Più di tutto però si desiderava che venisse realizzata una vera e propria strada, nella convinzione che soltanto questa potesse creare le condizioni per una nuova economia. È il 1889 quando su iniziativa di due preti, don Giacomo Zanini, parroco di Vesio, frazione di Tremosine, e don Michele Milesi, allora consigliere comunale, e su progetto di Arturo Cozzaglio, poliedrico geologo e idrologo autodidatta tremosinese di notevole acume, viene presentato il primo progetto di quella che sarà destinata a diventare un’opera di ingegneria stradale pionieristica, di straordinaria portata dal punto di vista economico e di impegno umano e insieme di stupefacente bellezza. Strada della Forra - così chiamata perché attraversa la spaccatura rocciosa profonda (forra appunto) scavata nei millenni dal torrente Brasa - ha comportato in ben quattro anni di serrati lavori, dal 1908 al 1913, la realizzazione di profondi tunnel nella roccia e la costruzione di ponti sospesi all’interno della forra, superando oltre 400 metri di dislivello, per collegare Porto (che è nei pressi di Campione) ai borghi montani di Pieve e Vesio.
Una strada, questa della Forra, che per molto tempo, dopo la sua inaugurazione, è stata percorsa perlopiù dai carrettieri che rifornivano di legna o carbone Campione, e che verrà utilizzata appieno solo dopo la costruzione della gardesana Gargnano -Riva nel 1931.
Un’opera che, oltre alla funzione per cui è nata, si è rivelata fin da subito un capolavoro paesaggistico, che si snoda per quasi sei km, tra scorci a strapiombo sul lago, gole mozzafiato e gallerie scavate nella montagna, che nel corso del tempo ha fatto parlare di sé, divenendo set cinematografico nelle riprese del film Quantum of Solace della saga dell’agente 007 James Bond, nonché sfondo di spot pubblicitari e molto più semplicemente attrazione per gli appassionati di motori, che arrivano appositamente per l’ebbrezza di percorrere questa strada. E che proprio perché stretta e tortuosa è stata regolamentata da un senso unico permanente in salita (dall’incrocio con la strada Gardesana fino al ristorante Forra) e un breve tratto a doppio senso in discesa (fino al semaforo).

Strada della Forra - Credit Pro Loco di TremosineStrada della Forra - Credit Pro Loco di Tremosine
La strada della ForraLa strada della Forra

Tutti gli scenari di Tremosine
Sono venuta a conoscenza che a Tremosine c’è un parroco in pensione, don Gabriele Scalmana, che è studioso di storia locale e l’ho cercato per poterlo incontrare. Mi ha dato appuntamento presso la chiesa di San Lorenzo Martire a Voltino, e scoprirò che non è un caso. Ci portiamo sul retro dell’edificio dove si apre una terrazza panoramica naturale protetta da un parapetto, da cui si gode di una magnifica vista sull’altopiano. Da qui comincia ad illustrarmi Tremosine in modo didattico, partendo dalle coordinate geografiche come fa un prof. a scuola con i suoi ragazzi. E infatti il don è stato insegnante e ha pure scritto testi scolastici, oltre a non pochi libri su Tremosine.
“Il territorio è diviso in due grandi vallate – e me le indica con la mano mentre spiega - che si restringono, verso il lago, in altrettante forre assai strette e profonde: la valle del fiume San Michele e quella dei fiumi Bondo/Brasa, separate dalle creste Punta Movina, Zenone, Nai. Una rupe a precipizio lo innalza a picco sul lago di Garda: Pieve, il capoluogo è lì, sul ciglio di quella rupe, a 413 metri slm. Là in fondo vedi Vesio, frazione dell’entroterra a 619 metri s.l.m. Questo per dirti che c’è una varietà di paesaggio - tra lago, valli. colline, montagne – che conferisce alla regione tremosinese una gradevole varietà di climi e di ambienti”.
“Allettante - mi dico – trovare un’area così variegata in un raggio chilometrico contenuto. Di certo non ci si annoia!  Terminata la chiacchierata voglio provare a fare un piccolo tour, per vedere che effetto mi fa passare da un ambiente all’altro”.
“Guarda - prosegue don Gabriele, puntando con l’indice nuclei di case sparse - quelle sono le frazioni. E ognuna, se ci fai caso, ha una sua chiesa. Segno di identità”. Osservo intenerita questo scorcio di presepe, fatto di piccoli agglomerati di case (d’altronde 2050 abitanti sono distribuiti su 18 frazioni!). Don Gabriele mi racconta che varie stratificazioni umane hanno lasciato tracce a Tremosine: neolitici, retici, romani, medioevali. Poi c’è stato il periodo veneziano che ha portato una certa floridezza per tre secoli. Con Napoleone Tremosine si impoverisce per poi tornare a vivere, negli anni a cavallo del ‘900, un grande risveglio sociale e economico.
Per meglio comprendere quanto ho raccolto non mi resta che visitare qualche frazione. Saluto don Gabriele, scendo a Limone sul Garda da dove sono salita per raggiungere agevolmente Voltino per il mio appuntamento (altra possibile via di accesso a Tremosine, comunque panoramica) e mi porto a Campione, dove imbocco finalmente la strada della Forra, biglietto da visita di Tremosine. Guido molto lentamente, assaporando, tratto dopo tratto, le diverse ambientazioni in cui mi calo, tra gole, tunnel e panorami mozzafiato e cercando di imprimere nella memoria ciò che posso fotografare solo con gli occhi in quel frangente (in realtà c’è modo di percorrere anche un tratto a piedi).
Giunta a Pieve da quegli oltre 400 metri di altezza cerco l’affaccio a strapiombo sul lago da piazza Cozzaglio ma, in realtà, ci sono altri punti panoramici  spettacolari in questo piccolo centro, con una sua chiesa di interesse (“la più artisticamente rilevante del comune di Tremosine” ) e alcune curiosità come la scala tonda che Arturo Cozzaglio ha disegnato per la sua casa.

Letto del fiume BrasaCredit Domenico MarchettiLetto del fiume BrasaCredit Domenico Marchetti
Don Gabriele ScalmanaDon Gabriele Scalmana
Uno dei punti panoramici di Pieve, presso Hotel Miralago -Credit Domenico Marchetti.Uno dei punti panoramici di Pieve, presso Hotel Miralago -Credit Domenico Marchetti.
La scala tonda della casa di Arturo Cozzaglio - Credit Domenico MarchettiLa scala tonda della casa di Arturo Cozzaglio - Credit Domenico Marchetti
Proseguo in auto, per sondare altre facce di Tremosine, altri scenari, imboccando la strada per le frazioni di Castone e Mezzema, che mi si presentano come due piccoli borghi montani , rispettivamente di 480 e 570 mt di altitudine. A Mezzema sono visitabili grotte della prima guerra mondiale scavate a mano con funzione difensiva prima e di rifugio poi e reperti storici quali epitaffi romanici sulle facciate delle case più antiche. Riprendo la marcia verso Secastelllo e località Polzone, salendo ancora di altitudine, e calandomi in una splendida zona dell’entroterra. Secastello, a 610 mt di altitudine, si presenta come un borgo rurale tra i più panoramici del lago di Garda e località Polzone come una piana naturale caratterizzata da ampie praterie e malghe. Qui ha sede la cooperativa agricola Alpe del Garda, nata nel 1980 da un gruppo di allevatori e montanari che si impegna a trasformare il latte prodotto negli allevamenti di bovini presenti sul territorio e a favorire il rilancio della vacca Bruna Alpina, la razza tradizionalmente allevata a Tremosine.
Non ho potuto non fare sosta nel punto vendita di Alpe del Garda dove ho trovato in prima linea formaggi e latticini  di propria produzione, fra cui spicca, per notorietà, la Formaggella di Tremosine (formaggio a pasta morbida  dal sapore delicato), carne e insaccati provenienti dalle filiere certificate del latte e della carne, tutte interne alla cooperativa stessa. Ma anche olio extravergine, miele, confetture, vino e grappe.
Un paradiso per i turisti, all’ennesima potenza per quelli stranieri, che riempivano i loro bauli di borse di acquisti, come a voler tenere viva un’esperienza, anche una volta arrivati a casa.
Val di Bondo nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano - Credit Domenico MarchettiVal di Bondo nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano - Credit Domenico Marchetti
Vesio, la frazione più popolosa di Tremosine  - credits Domenico MarchettiVesio, la frazione più popolosa di Tremosine - credits Domenico Marchetti
Pieve di Tremosine - Credit Domenico MarchettiPieve di Tremosine - Credit Domenico Marchetti

A Tremosine cambiano gli scenari, a seconda di dove ci si sposta. Eccome se cambiano!  E questo è incredibilmente bello.