Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Solomeo, il borgo dell’armonia
a cura di Luigi FranchiSolomeo, il borgo dell’armonia14/07/2026
Dove mangiare
Dove
mangiare
Dove dormire
Dove
dormire
Dove comprare
Dove
comprare

Allora è possibile! Questo è stato il primo pensiero non appena sono arrivato a Solomeo, un piccolo borgo a pochi chilometri da Perugia. È possibile restituire alle persone la bellezza senza che essa appaia come un passato decadente, ricco si di storia e di arte ma che non fa i conti con il futuro a cui deve cominciare ad ispirarsi il nostro Paese.

E Solomeo aspira, invece, a non essere semplicemente un borgo restaurato bene: è un progetto morale e civile in cui la bellezza viene usata come forma concreta di organizzazione della vita, del lavoro e del paesaggio.

Il recupero di questo antico borgo oggi è realtà, camminando per le sue strade non si può fare a meno di pensare al disegno della città ideale di Leon Battista Alberti. Ma se quella è rimasta in parte utopia, Solomeo è un luogo fisico, vero, concreto, ideale.

È l’esempio contemporaneo di quello che stabiliva il Costituto Senese del 1309, ossia che chi governa deve mettere al primo posto “massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”.

Questo è ciò che ha fatto Brunello Cucinelli quando ha iniziato a rivitalizzare il piccolo borgo di Solomeo. Da qui la mia espressione: Allora è possibile!
Ci è riuscito? Quanto Solomeo è comunità vissuta o rappresentazione ideale?

Domande che trovano risposta parlando con chi questo borgo lo abita.
“Si, è comunità vissuta. C’è integrazione perfetta tra lavoro e vita quotidiana. Ogni spazio è stato pensato per rendere la bellezza un elemento concreto delle nostre vite e questo non è poco. La bellezza è nella vita quotidiana, nei piccoli gesti, negli oggetti comuni e nella cura dell’ambiente, diventa una risorsa etica, relazionale e vitale”, sintetizzo con queste parole le diverse conversazioni che ho avuto con le persone del posto.

Solomeo, il borgo dell’armonia
Solomeo, il borgo dell’armonia

Queste parole stimolano una riflessione sul tema dei borghi in Italia e come si  dovrebbero ripensare: luoghi meravigliosi, belli da vedere ma non certo da vivere, dove il massimo che si riesce a fare come azione progettuale è mettere in vendita le case a un euro sperando che a comprarle siano persone che poi trasferiscono lì le loro attività economiche ma non è mai, o quasi mai, così se non nei film come La dolce villa ambientato in Val d’Orcia.

Dai borghi i giovani vanno via, emigrano controvoglia, portano il loro talento lontano, fuori dall’Italia, e di questo nessuno si preoccupa perché siamo ormai convinti che l’Italia potrà vivere solo di turismo.

Nulla di più sbagliato! Basta leggere The italian dream di Alec Ross, un americano esperto di tecnologia che, dopo aver visitato 100 dei 196 Paesi del mondo, ha scelto l’Italia per viverci e lavorarci – insegna alla Business School dell’Università di Bologna -, per capire come il nostro Paese sia legato a un’ammirazione esterna per ciò che è stato. “È un sogno nostalgico” scrive. “Questo è l’italian dream che vive ogni straniero che arriva nel Bel Paese. Ora però dobbiamo pensare al vostro Italian Dream, che non guarda al passato ma al futuro. I vostri antenati geniali non erano altro che italiani che hanno guardato al futuro e hanno creato cose incredibili facendo la storia che gli stranieri oggi vengono ad ammirare. Gli italiani di oggi hanno l’opportunità di iniziare a fare lo stesso”. 

Solomeo, il borgo dell’armonia

Ripartiamo proprio da Solomeo

Questa lunga riflessione mi è venuta in mente dopo le conversazioni avute passeggiando lentamente tra le stradine di Solomeo, il borgo dell’anima, come lo definisce lo stesso Brunello Cucinelli che qui ha impiantato la sua attività: quella di creare linee di abbigliamento di cashmere che lo hanno reso famoso in ogni parte del mondo, ma non è di questo che parleremo bensì del fatto che lui ha sconfitto quella visione di sognatore che, in Italia, è spesso associata quasi a un insulto: uno che ha la testa tra le nuvole, che non vuole affrontare la vita reale. Ebbene, Cucinelli ha saputo unire la sua visione di sognatore al pragmatismo imprenditoriale arrivando a coniare un capitalismo umanistico immaginandolo come “una grande armonia entro la quale il profitto, il dono, la custodia, la dignità della persona umana e l’etica della verità vivono nel reciproco arricchimento”. Con queste parole lo ha raccontato nel suo discorso ai grandi della Terra in occasione del G20 a Roma nel 2021, spingendosi a ricordare un episodio personale che gli ha segnato tutta la vita: “Da ragazzo vidi gli occhi lucidi di mio padre umiliato e offeso sul lavoro, e ancora oggi non capisco perché si debba umiliare ed offendere, ma ispirato dal dolore che lessi in quegli occhi decisi che il sogno della mia vita sarebbe stato quello di vivere e lavorare per la dignità morale ed economica dell’essere umano. Volevo un’impresa che facesse sani profitti, ma lo facesse con etica, dignità e morale; siamo quotati in borsa, mi piaceva un’impresa che avesse una equilibrata e garbata crescita. Volevo che gli esseri umani lavorassero in luoghi leggermente più belli, guadagnassero qualche cosa in più come salario e si sentissero al lavoro come anime pensanti. Proviamo a non volgere le spalle alla povertà. Desideravo che una piccola parte dei profitti dell’azienda andasse ad abbellire l’umanità tutta e volevo che le persone lavorassero le giuste ore e fossero connesse il giusto tempo, così da armonizzare Tecnologia e Umanesimo e ritrovare un sano equilibrio tra mente, anima e corpo, perché anche l’anima ed il corpo hanno bisogno di nutrirsi ogni giorno”.

Queste parole non sono rimaste parte di un bellissimo discorso ma hanno trovato realizzazione nel sogno di Solomeo, come recita il bel libro che poi ha scritto.

Solomeo, il borgo dell’armonia
Solomeo, il borgo dell’armonia

 

Cosa si incontra a Solomeo

Appena si arriva un grande murales che riporta una foto di Brunello Cucinelli con migliaia e migliaia di libri attorno a lui e una frase dell’imperatore Adriano, “i libri mi hanno indicato la via della vita”.

Per un’amante dei libri come il sottoscritto è stato come un invito a nozze: mi sono precipitato a cercare quell’immensa biblioteca ma ho potuto solo sbirciare dalla porta perché è in fase di catalogazione per essere trasferita in un locale che sta finendo la ristrutturazione per diventare, tra poco, la Biblioteca Universale di Solomeo. Un valido motivo per tornare e perdermi tra migliaia e migliaia di pagine. Forse non mi vedrete più!

A Solomeo Brunello Cucinelli conobbe la sua adorata moglie, Federica, che abitava nel borgo e questo è forse stato uno dei motivi che lo hanno portato a custodire questo gioiello, traghettandolo verso il futuro. Dapprima fu, infatti, il castello medievale ad essere acquistato. Nel castello impiantò l’azienda permettendo a chi lavorava per lui – dirigenti, impiegati, operai – di passare le ore del lavoro all’interno di un luogo carico di bellezza ed emozione. Adesso l’opificio si trova all’inizio del paese, per le dimensioni che l’azienda ha assunto, ma anche se è un edificio ultramoderno si integra alla perfezione con il paesaggio e la natura.

Sono poi entrato in chiesa, dedicata a San Bartolomeo, fondata nel XII secolo viene ricostruita nel Settecento e, infine, ampliata nel corso del XIX secolo. Contiene un prezioso organo settecentesco ma quello che più colpisce, nella sua semplicità, è il blu dei soffitti, un blu incredibile che fa venire in mente la preziosità del lapislazzulo che, in epoca medievale aveva un costo paragonabile a quello dell'oro, se si pensa che le uniche miniere conosciute erano in Afghanistan.

Solomeo, il borgo dell’armonia
Solomeo, il borgo dell’armonia

In giro per vicoli e piazzette

Dura poco la scoperta del borgo, in tutto circa 400 abitanti e la conseguente contenuta dimensione urbana, ma la sensazione è che vorresti che la visita non finisse mai. Cultura e arte si incontrano a ogni passo. Sulle pareti degli edifici sono collocati i busti dei grandi maestri della filosofia e della letteratura, con riportate le loro frasi più profonde. Ne citiamo alcune: “Agisci in modo da considerare l’umanità sia nella tua persona sia nella persona di ogni altro sempre come nobile fine mai come semplice mezzo” di I.Kant; “Io farò un’invenzione che significherà grandi cose di Leonardo; Mostrerò cosa può fare una donna” di Artemisia Gentileschi; “Ogni sogno, quando è grande, si trasforma in realtà” di Flautilla Bricci, architetta del XII secolo; “La vita è un processo di conoscenza” di Ipazia, filosofa del V secolo.
Con queste letture arrivo alla Loggia dei Poeti, un luogo magnifico per la vista che ha sulla vallata, lì e nelle diverse piazzette sono disposti tavolini e sedie per sostare, leggere, pensare.

Proseguo fino a quando mi appare il Teatro, l’opera a cui Brunello Cucinelli ha dedicato molto spazio del suo tempo. Sorge di fronte al Foro delle Arti, inaugurato nel 2011 mentre il teatro è del 2008; luoghi dove il piacere culturale si avverte in ogni spazio, nell’Anfiteatro, nel Giardino dei Filosofi, Nelle stanze dell’Accademia Neoumanistica aureliana.

Il teatro ospita ogni anno stagioni artistiche che hanno visto la presenza, tra gli altri, di Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Luca Ronconi, Toni Servillo, Laurie Anderson, Giorgio Albertazzi, Peter Brook.

Infine, a poca distanza, il Parco Agrario che si apre su vigneti di Sangiovese e Cabernet-sauvignon impiantati nel 2011, con una logica armonica che lascia stupefatti.

E più su, in alto sulla collina, l’uliveto, con piante vecchie di sessant’anni che custodiscono una storia che si fa futuro, perché l’olivo è la pianta che racchiude in sé, più di ogni altra, passato, presente e futuro.

Solomeo, il borgo dell’armonia
Solomeo, il borgo dell’armonia