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Sulle tracce di Tonino Guerra
a cura di Simona VitaliSulle tracce di Tonino Guerra12/02/2026
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“L’ottimismo è il profumo della vita!”. Chi non ricorda questa felice espressione di quel volto simpatico, giocoso che risponde al nome di Tonino Guerra, poeta e scrittore (questa la dicitura in sovrimpressione), in una campagna-tormentone tv di un importante gruppo di elettrodomestici, agli inizi del 2000?
Tre parole, tre, semplici, comprensibili, ben dosate, ridenti, efficaci, potremmo dire azzeccate, dal momento che non ci hanno più abbandonato. Continuano ad accompagnarci, pronte a riemergere, a mo’ di incoraggiante sprone in certi nostri frangenti di vita.
A pensarle, metterle insieme, in sequenza, in modo sintetico, a farne uno slogan tormentone ci vuole una bella testa. Ci vuole la testa di un uomo che è stato talmente “tanto” nella sua vita da rendere difficile tratteggiarlo nella sua completezza. E che la poesia, con il suo potere salvifico, l’ha abbracciata a partire da un campo di concentramento in Germania, a Troisdorf, dove la sera ai suoi compagni di prigionia romagnoli era solito recitare Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini, che conosceva a memoria, e poi anche le sue poesie che aveva preso a comporre. Si è sempre definito poeta innanzitutto, Tonino Guerra: “Sono affezionato alla parola. Le immagini che sono dentro la parola sono infinite. La parola è ciò che di più pieno di cinema ci sia al mondo” lui, sceneggiatore di fama internazionale che lavora con i più grandi registi e vince prestigiosi premi (l’Oscar per Amarcord di Fellini, ben quattro David di Donatello, , tre nomination all’Oscar, l’Oscar Europeo del Cinema come Miglior Sceneggiatore e una Palma d’Oro a Cannes).  E pure poliedrico artista, capace di esprimere la sua visione attraverso diverse espressioni artistiche  tra disegno/pittura, scultura, ceramica…

Tonino GuerraTonino Guerra
Tonino con amici a Ca' FanchiTonino con amici a Ca' Fanchi

Il ritorno in Valmarecchia
Dopo tanti anni a Roma Tonino decide, nel 1989, di ritornare nella Romagna che gli ha dato i natali, la Valmarecchia - entroterra riminese incastonato tra Marche e Toscana - prima a Santarcangelo di Romagna poi a Pennabilli, dove trova il suo nido in quella che denominerà Casa dei mandorli, perché circondata da mandorli che a primavera l’avvolgono come in soffici nuvole bianche, col suo grande giardino a terrazzamenti che si sviluppano a ridosso di un roccione e una vista strepitosa sulla valle. 
Il perché di questa scelta lo vogliamo esprimere con le parole stesse del maestro, penetranti e riflessive: “Pennabilli era l’Himalaya della mia infanzia, più che un luogo era un mito. Quando ero bambino i miei genitori si spostavano qui per vendere la frutta. Pennabilli non è lontano da Santarcangelo di Romagna, così ci portavano anche me. Per quale motivo ci sono tornato? Perché è una specie di paradiso perduto e poi ritrovato, perché da anni voglio sbarcare da qualche parte per vivere in modo differente e invece un giorno ho attraversato un ponticello sul Pressale, un affluente del Marecchia e sono arrivato a calpestare le foglie di un orto accogliente ed eccomi qua. Avevo 70 anni, avevo voglia di riflettere sulle mie cose, la pittura, la natura, la poesia e ho pensato di trasferirmi a Pennabilli per cominciare e per ricominciare”.
A caldeggiare questo suo trasferimento da Santarcangelo a Pennabilli è Gianni, Gianfranco Giannini, attivo nel rilancio culturale del borgo.  È con lui, Gigi Mattei e altri del luogo con cui stringe amicizia, che Tonino prende l’abitudine di andare a poco a poco a perlustrare il territorio e le sue frazioni non mancando di dire la sua (a Bascio darà vita al giardino pietrificato, a Scavolino contribuirà alla creazione di un museo contadino, a Maciano tornerà spesso, attratto dalla pace del convento in quel luogo…), convinto com’è che la bellezza da salvare sia quella della piccola Italia, che sta andando in rovina, non quella di Firenze o Roma, conclamata. Le impronte che Tonino Guerra lascia sono tante, in senso ampio nel mondo, e in senso più stretto in Valmarecchia, ma è su Pennabilli che si esprime con maggiore intensità, a partire dalla casa dove si è insediato, fulcro del suo pensiero.

 

 

Totem in legno e ceramicaTotem in legno e ceramica
Il Santuario dei pensieriIl Santuario dei pensieri
Sulle tracce di Tonino Guerra

Pennabilli, con gli occhi di Tonino Guerra
Quando non ci sono iniziative che ormai suonano come appuntamenti di richiamo (come La Mostra mercato nazionale antiquariato, Gli antichi frutti d’Italia si incontrano a Pennabilli,  Artisti in piazza…)
Pennabilli si presenta come un piccolo centro scandito dal tam-tam quotidiano dei suoi 2677 abitanti. Approcciando questo luogo è importante predisporsi a un ascolto sottile, meglio, a lasciarsi prendere per mano da chi ha preparato, eccezionalmente, per noi il terreno in questo senso.
Il viale all’ingresso del paese, venendo da Rimini, è costellato di ciliegi, suggeriti da Tonino, perché si potesse godere, in stagione, della loro fioritura ma è superando la piazza, su cui si affaccia la cattedrale di San Pio V e Palazzo della Ragione, con la sua Loggia dei mercanti, e sguinzagliandosi liberamente verso la parte alta del paese che si iniziano a cogliere i “segni” - tra messaggi, opere e installazioni - con cui Tonino Guerra ha inteso evidenziare luoghi significativi in Pennabilli. Ciò che ha voluto creare, coinvolgendo più artisti, è stato una sorta di museo diffuso, a cielo aperto: il Museo dei Luoghi dell’anima. Così via via che si sale ci si imbatte ne La strada delle Meridiane, un percorso (non una singola via) lungo cui si trovano ben sei meridiane od orologi solari, che scandiscono il tempo secondo metodi appartenuti a diverse epoche storiche, ad impreziosire altrettante facciate di palazzi. Si incontra pure un minuscolo museo, sito nella ex Cappellina dei Cauti, con una sola opera “L’angelo con i baffi” tratta da un breve racconto del maestro.
Portandosi nei pressi di porta Malatesta si imbocca un sentiero costellato di totem in legno e ceramica, su cui Tonino Guerra ha apposto piccole annotazioni che fanno pensare, finché più oltre non si arriva in una nicchia dal manto erboso, racchiusa fra le mura del fu castello dei Malatesta, dove sorge un luogo meditativo per eccellenza: Il santuario dei pensieri. Sette sculture in pietra, che Tonino ha definito “specchi opachi per la mente” e una sola panchina per meditarli.
Non distante si trova la Casa dei mandorli, dove non è improbabile incontrare Lora, l’amata consorte di Tonino, donna di intelligenza e cultura che a lui ha dedicato la sua esistenza e continua a sostenerlo ad oltranza, tessendo, lei di origini russe, relazioni anche a livello internazionale. L’ho incrociata passando di lì. Accogliente mi ha invitato nella sua casa, che incarna per eccellenza lo spirito dei luoghi dell’anima e rappresenta essa stessa “opera”, densa di ingegnose opere, a loro volta, del marito ma anche di doni preziosi dedicati “che dialogano in lingue diverse” come amava dire Tonino, oltre che luogo che ha ispirato tantissimo il maestro, che sia nel giardino stratificato che  da una stanzetta panoramica aveva il suo osservatorio privilegiato sulla vallata e sul mondo (“la mia casa è così in alto che sento il Signore tossire”). Una casa arricchita dai “respiri” dei personaggi illustri, amici di Tonino, che vi sono transitati, portando – è il caso di dirlo – il mondo a Pennabilli e che oggi è divenuta Casa della memoria (ad opera dell’associazione nazionale Case della memoria) e Casa delle persone illustri (per la Regione Emilia Romagna) e, recentemente, sede dell’associazione Casa dei mandorli, di cui Lora è parte integrante, che di quella casa museo, delle pubblicazioni e non solo si prenda cura.
Scendendo di nuovo verso la piazza centrale non si può non far visita, in una piazzetta appresso,  all’Orto dei frutti dimenticati, una lingua di terra fra la parete della rupe e l’apertura sulla valle del torrente Messa,  che Tonino ha definito “museo del gusto e dei sapori, per non dimenticare il gusto di quelle piante che stavano addosso alle case contadine e che oggi sono scomparse”, in realtà  pure scrigno di sculture e opere dense di significato di artisti contemporanei e dello stesso Tonino Guerra. Un luogo veramente ispirato, dove perdere la nozione del tempo, presi dall’incanto di ciò che lo abita. Così tra svariate specie di mele, la pera cotogna, la corniola, il giuggiolo, l’uva spina, la ciliegia cuccarina, il biricoccolo, per citarne alcune, fanno capolino l’Arco delle favole per gli occhi dell’infanzia, La Voce della foglia, La porticciola delle lumache, La Meridiana dell’incontro (scultura che ritrae due colombi la cui ombra proiettata sulla pietra si trasforma nei profili di Federico Fellini e Giulietta Masina). Due spazi meritano attenzione: l’antico lavatoio del paese con le pareti tappezzate di formelle in ceramica che riportano “Le frasi dei mesi” di Tonino e “Il Rifugio delle Madonne abbandonate”, raccolta di Madonne in terracotta e ceramica dipinte da più artisti, a rappresentare idealmente quelle  Maestà disseminate, e un po’ trascurate, ai bordi delle strade in campagna.
Il museo diffuso si estende fino alle frazioni di Bascio con Il giardino pietrificato (sette tappeti di ceramica, ai pedi di una torre millenaria, dedicati a 7 personaggi storici) e di Cà Romano con La Madonna del rettangolo di neve (una grande opera in ceramica ospitata in una piccola chiesa).
 

Sulle tracce di Tonino Guerra
Sulle tracce di Tonino Guerra
Sulle tracce di Tonino Guerra
L'orto dei frutti dimenticatiL'orto dei frutti dimenticati
Solo la terra ci può salvare: la frequentazione di Tonino e Lora di Cà Fanchi
Ne è convinto Tonino Guerra: “ L’orto è una delle magie più importanti che ha creato l’uomo: vedi queste cose nate, questi colori venire nei tuoi occhi. Io vorrei che in ogni scuola ci fosse un orto. L’uomo è così cretino che non ama la terra. È solo la terra che ci può salvare”. E ancora: “Io difendo molto le persone che dicono ‘Ritorniamo ad avere devozione per la terra e capire che tutto dipende da lei. I miracoli sono questi’“.
Nel suo approfondire la conoscenza del territorio, con l’inseparabile amico Gianni, Tonino ha preso a frequentare Ca’ Fanchi, un piccolo borgo agricolo nella campagna di Pennabilli, che si compone di un oratorio minuscolo, circolare, che pare sia stato finanziato da Papa Paolo VI, un mulino, un forno per il pane, spazi adibiti a coltivazione, un pozzo romano, una fornace e una quindicina di case separate fra loro, rivitalizzato grazie a Guerrino Fanchi, che lì ci è nato, e ha inteso dare continuità a ciò che vi ha trovato, facendovi ritorno dopo tanti anni e divenendo coltivatore, secondo metodi antichi, di frutti e ortaggi dimenticati. Cà Fanchi diventa un luogo molto frequentato da studiosi, studenti, amici nuovi e di vecchia data da  tutta Italia, con cui Guerrino porta avanti una vera e propria ricerca in materia di biodiversità e condivide il progetto “Orto amico di Ca’ Fanchi”, contribuendo a rimettere in circolo antiche varietà di frutta e verdura, come la patata blu (per lo più coltivata in Francia e in Belgio), avuta da una signora inglese e condivisa con gli amici (ora abbastanza diffusa in zona), ma anche, in tempi non sospetti, il Senatore Cappelli trovato a Campobasso e non ancora conosciuto in quegli anni,  piuttosto che fare esperienze di particolari impollinazioni (quella della zucca prima e del granoturco poi) e pure di orto sinergico (rialzo di terra sovrastante potature, letame…che dopo la semina non richiede lavorazione, perché all’interno si forma un habitat di microrganismi che fertilizzano il terreno).
Una dimensione che incontra la benevolenza di Tonino Guerra, il quale non manca di fare visita, insieme alla sua Lora, a Ca’ Fanchi e di prendere parte all’annuale festa che lì si tiene la seconda domenica di agosto, quando dopo il comizio agrario si pranza nell’aia, lì il maestro si siede fra glia amici più cari a parlare di progetti, iniziative da organizzare... Un’abitudine perpetrata negli anni, proseguita anche dopo la sua dipartita quando, immancabilmente, continua ad essergli riservata una sedia vuota accanto alla moglie.
Fra i momenti condivisi Guerrino ricorda di quella visita ricevuta dal poeta in una calda giornata d’estate e della sua richiesta: ‘Non mi offri un bicchiere di vino?’ a cui lui, sapendo bene di trovarsi di fronte a un vero bongustaio ha risposto: “Il mio vino è agro, più adatto per dissetare chi lavora nei campi che per essere degustato”. “Fammelo sentire” lo esorta Tonino. Guerrino preleva una bottiglia nella cantina e ne versa un poco. Tonino assaggia e resta in silenzio e poi: “Con cosa lo fai?” incalza il poeta bevendone un altro sorso. “Con tre vitigni di Sangiovese centenari” risponde Guerrino. “E come lo chiami?” insiste Tonino. “Sangiovese!” risponde il coltivatore. Improvvisamente il maestro esclama: “Lo devi chiamare vino dei tre santi!”.
Sulle tracce di Tonino Guerra
Sulle tracce di Tonino Guerra

Il richiamo dei luoghi dell’anima
Sono anni che torno ciclicamente a Pennabilli, giusto per i Luoghi dell’anima, nient’altro, nonostante questo borgo medioevale abbia altro da offrire, a partire dalla storia. Ho capito che è un richiamo, una sorta di bisogno di farmi guidare da quegli occhi nel guardare alle cose per imparare a connettermi, con le parole, alla loro anima.

Sulle tracce di Tonino Guerra

PS Consigli sul come muoversi
“Va dove ti porta il cuore” è la bussola che suggerirei per approcciare e conoscere simili luoghi, senza un preciso ordine da seguire. Ciascuno disegni la sua traiettoria e si prenda tutto il tempo di cui sente il bisogno, perché queste sono occasioni per stimolare il pensiero oltre che per riempirsi lo sguardo di piccolissimi particolari o di profondi panorami.
Per poter meglio comprendere la visione di Tonino Guerra suggerisco invece, all’inizio o alla fine del tour, di fare tappa presso Il mondo di Tonino Guerra, nei sotterranei del trecentesco Oratorio di Santa Maria della Miserircordia , sede dell’associazione culturale e laboratorio Tonino Guerra,  di cui Andrea Guerra, celebre compositore di colonne sonore per film e figlio di Tonino, è presidente, che, oltre a racchiudere parte della prolifica opera artistica del poeta e sceneggiatore, si dedica all’organizzazione di un prestigioso Festival del cinema, “Luoghi dell’Anima – Italian film festival”, dove paesaggio, memoria e poesia, vengono celebrati con concorsi per lungometraggi e cortometraggi, oltre a eventi speciali. Insieme alla all’associazione Casa dei mandorli, si occupa anche dell’organizzazione dell’annuale Festa dei frutti dimenticati.
A marzo di ogni anno tra Pennabilli, Santarcangelo di Romagna e Rimini si festeggia il compleanno di Tonino 16 marzo), con una rassegna culturale “Le giornate di marzo per Tonino Guerra”, per ben sei giorni. Quest’anno dal 16 al 21 marzo è in programmazione, fra le tante iniziative, un concorso di poesia per le scuole, che coinvolgerà i due licei intitolati a Tonino Guerra (Cervia e Novafeltria) e vedrà i ragazzi stessi giudici e premianti dei coetanei, un concerto di grande levatura ad opera di grandissimi musicisti russi, la pubblicazione di un nuovo libro di massime di Tonino, la visione di due film candidati al prossimo festival del cinema dedicato. Ma su questo vi invitiamo ad approfondire il programma non appena verrà reso noto.

Imperdibile una visita al vicino comune di Santarcangelo di Romagna, curato e piacevolissimo luogo che a Tonino ha dato i natali, dove trovare un rinnovato e sapientemente concepito museo, Nel mondo di Tonino Guerra, in cui cogliere tutta la poliedricità della persona e dell’artista, tra oltre un sessantina quadri, sculture, ceramiche, arazzi e tele stampate e un’interessante sezione multimediale, con i suoi capolavori di sceneggiatura cinematografica, i documenti, le interviste da visionare.
C’è ancora un sogno, nel cuore di Lora, un sogno coltivato insieme al suo Tonino, di creare un Museo letterario a cielo aperto, partendo da Rimini, per celebrare Federico Fellini, si snodi lungo la Valmarecchia, dove Tonino e altri artisti hanno lasciato tanti segni. Un percorso meditativo lungo cui leggere poesie, fermarsi, guardare e pensare. 



 


GLI ORARI DI APERTURA DEI DUE MUSEI DI TONINO GUERRA

Il mondo di Tonino Guerra a Pennabilli

Dal martedì al venerdì 15.30 / 17.30
Sabato e domenica 10.30 / 12.00 - 15.30 - 17.30
Chiuso il Lunedì


Nel mondo di Tonino Guerra a Sant’Arcangelo di Romagna
Mercoledì ore 15/18,30
Sabato e festivi  ore 9.30/12 – 15/18.30