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Questo è l’anno dei piccoli comuni italiani
a cura di Luigi FranchiQuesto è l’anno dei piccoli comuni italiani09/02/2026

È una bella notizia quella che è emersa dal terzo Forum Internazionale del Turismo che si è svolto a Milano il 23 e 24 gennaio scorsi: il dibattito si è concentrato, in massima parte, sull’under-tourism, sul turismo dei piccoli borghi, delle aree interne, dell’Italia ancora poco conosciuta, degli itinerari inaspettati.

Quando abbiamo deciso di dar vita a questa rivista, due anni fa, abbiamo scommesso, con largo anticipo su questa tendenza e oggi abbiamo la dimostrazione concreta che avevamo visto giusto.

Certamente c’è molto, moltissimo lavoro da fare, non è sufficiente un Forum di due giorni, ci vogliono infrastrutture adeguate, mappe descrittive, un racconto emozionale, il convincimento degli abitanti non abituati a trovarsi al centro dell’attenzione che il turismo riesce a generare. Ma restiamo convinti che si debba superare quel gap per cui il 75% dei turisti conosce solo il 4% del patrimonio italiano.
 


Andare in un piccolo borgo è un’esperienza che non ha pari; obbliga all’adattamento e questa è una cosa che, alla lunga, genera positività perché ci toglie tutti quegli orpelli inutili che condizionano le nostre vite quotidiane. Non siamo più abituati al silenzio, al ritmo lento, all’osservazione attenta di come si comporta la natura, al comprendere il significato di un dipinto, di un affresco, di un monumento o di una determinata architettura.

Tutte cose che vengono rese possibili in una vacanza lenta, dove bisogna stare attenti alla strada per arrivare ma che ti riempie di soddisfazione non appena entri in contatto con il luogo di destinazione.

Per fare che questo tipo di turismo si affermi occorre, secondo l’analisi che Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, ha fatto al Forum Internazionale del Turismo su cui siamo d’accordo, che sia più agevole reperire informazioni sui collegamenti e che i collegamenti stessi diventino più funzionali; puntare sulle opportunità che i piccoli centri possono dare: tranquillità, stile di vita, prezzi meno onerosi, bellezza dei luoghi e voglia di scoperta.

 

“Il futuro del turismo, in Italia, non dipende dall’aumento dei numeri in senso assoluto anche se questi, nell’ultimo anno, vanno benissimo – 480 milioni di presenze nel 2025, con un aumento del 3% sull’anno precedente - Ma dalla capacità di gestire intensità, tempi e spazi del fenomeno turistico, valorizzando i territori meno frequentati”, è con queste parole che il ministro per il turismo, Daniela Santanchè, ha aperto i lavori del Forum.

Vogliamo crederci! Ed è per questo che siamo diventati partner, in queste settimane, di: AITR, Associazione Italiana del Turismo Responsabile, GTI, Guide Turistiche Italiane, Borghi Autentici d’Italia

Con loro vogliamo far crescere un turismo bello e responsabile!