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È primavera, un giorno di metà settimana, e sul sentiero che porta alla spiaggia di Porto Caleri, nel Parco regionale Veneto del Delta del Po, c’è poca traccia di umani. Il silenzio è plasmato solo da suoni naturali: la sabbia che improvvisamente si alza, alcuni rametti che cadono a terra, le aghifoglie che vibrano più o meno intensamente.
Sugli arbusti che costeggiano il percorso si stanno posando i primi verdi stagionali, qualche fiore arzillo si intravede nella vegetazione. In mezzo alla fitta trama mediterranea notiamo persino un albero di pesco, addobbato di rosa; potrebbe trattarsi dell’eredità di chissà quale estate, nato dal rifiuto di qualche bagnante, visto che il pesco qui non è di casa.
Osservandolo si rafforza un pensiero che ci aveva attraversati dal primo passo, mosso qui: questo luogo l’abbiamo sempre visto con posture diverse, segnato da un gran via vai di persone e famiglie che, specie nei fine settimana d’estate, vi riversano voci e oggetti. Negli ultimi anni la notorietà di Porto Caleri si è consolidata, anche al di fuori dei confini regionali, determinando un’affluenza considerevole, e non sempre composta.
Quello di fine marzo è decisamente un altro scenario. Ora non ci sono frighi portatili, ombrelloni né zaini a interferire con la nostra passeggiata: è un dirigersi lento, e intimo, verso la spiaggia, che a un certo punto si apre libera verso il Mar Adriatico, con lo sfondo, a destra, occupato dall’isola di Albarella. La sabbia per diversi metri è tracciata dalle onde che nella notte si sono ritirate. La marea è bassissima e per sfiorare il bagnasciuga bisogna camminare per svariati minuti. Vale la pena, prima, fermarsi a guardare cosa accade intorno: un gabbiano corallino fa bottino, le chiome delle Ammophila arenaria (tipiche di questo paesaggio dunale) si piegano alle volontà del vento che soffia vigoroso, resti di tronchi e grandi rami popolano la spiaggia qua e là. Porto Caleri è, per davvero, al suo stato naturale, senza intromissioni esterne.
Tra piante inusuali, dune di sabbia e uccelli rari
Potrebbe non essere immediato capire esattamente dove siamo: la fetta di costa in cui è incastonato Porto Caleri è molto arzigogolata e forse una delle meno definite d’Italia. L’acqua dolce, l’acqua salata, la sabbia e la terra si incrociano, e disegnano vicendevolmente, per decine e decine di chilometri. Dove siamo, quindi? La pineta litoranea di Porto Caleri è situata all’estremità sud di Rosolina Mare, in una penisola interamente contenuta nel territorio comunale di Rosolina, in provincia di Rovigo, per un’estensione di circa 100 ettari. L’acqua è a est, dove c’è l’Adriatico, ma anche a nord, dove si trova la foce dell’Adige, mentre a sud e a ovest è collocata la laguna di Caleri. Per dare un’idea spannometrica ci troviamo tra Chioggia e Comacchio.
Proprio qui, nel 1990, la Regione Veneto - cogliendo il valore naturalistico e paesaggistico di questa porzione di territorio - ha realizzato il Giardino Botanico di Porto Caleri, in un'area in seguito dichiarata Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) ed entrata a far parte del territorio del Parco regionale Veneto del Delta del Po, con lo scopo di conservare un ambiente naturale unico e di notevole interesse scientifico. Per scoprire l’evoluzione di questo sito ci affidiamo a Sandro Vidali, da quarant’anni guida naturalistica in quest’area, che ci racconta come sia cambiato il paesaggio, ma soprattutto quali siano le sue peculiarità. “Quand’ero giovanissimo ero solito venire a Porto Caleri con la famiglia. Come noi, tanti altri venivano per trascorrere momenti di pace al mare, in un contesto selvaggio. Ad un certo punto le persone, e le istituzioni, si sono accorte che in questo luogo c’era tanta bellezza ed era giusto preservarla. Una bellezza che ha anche una valenza storico naturalistica importantissima, motivo per cui oggi è diventata meta per molti avventori, non solo provenienti dalle aree limitrofe. Camminando dal mare alla pineta è come se procedessimo a ritroso nel tempo: ci lasciamo piano piano alle spalle la vegetazione di ultima generazione in favore delle cosiddette piante pioniere, che raccontano un tempo molto lontano. Vicino alla strada che da Rosolina porta a Porto Caleri, ci circondano pini marittimi, pini domestici e scorgiamo nel sottobosco orchidee spontanee; poi, mano a mano che procediamo, incontriamo tante piante mediterranee caratterizzanti come ginepri e ilatro; mentre, a ridosso della spiaggia, troviamo l’eringio marino (Eryngium maritimum), piante alofile come il limonio, che riesce a fiorire in condizioni di aridità, e la salicornia”. Protagonista di questo paesaggio è senza dubbio la particolarissima flora, ma lo sono anche i venti e la sabbia; quest’ultima assume conformazioni diverse organizzandosi in dune più o meno alte, che rendono movimentato e inconsueto il profilo di Porto Caleri, sensibilmente diverso dalle altre spiagge della costa adriatica. Anche la fauna è presente in modo significativo ed eterogeneo, con uccelli migratori, insetti impollinatori e piccoli rettili che si scorgono più o meno facilmente. L’ambiente variegato favorisce la presenza di diverse specie, offrendo occasioni uniche di osservazione naturalistica per i visitatori più attenti.
Si potrebbero incontrare il gabbiano reale zampegialle e il raro gabbiano rosa, in volo oppure appostati sulle acque. Ma la lista delle specie volatili è lunga, tra aironi cenerini, cormorani, fenicotteri e falchi. Con un po’ di fortuna ci si può imbattere nel fratino, un raro e minuto uccello costiero inserito in tutta Europa nel novero delle specie minacciate di estinzione; nidifica in piccoli buchi tra la sabbia e la battigia, tanto che in una specifica area della spiaggia è segnalato il divieto di passaggio per consentire la nidificazione.
L’itinerario del Giardino Botanico
Il Giardino Botanico di Porto Caleri è aperto da aprile ad ottobre e prevede l’acquisto di un biglietto a una cifra davvero molto contenuta. È un sito ideale per ospiti di qualsiasi età.
La visita agli ambienti del Giardino Botanico litoraneo può essere effettuata tramite un percorso suggestivo imboccando tre diversi sentieri: uno breve, che interessa in maniera particolare la pineta, uno intermedio, che include tutti gli ambienti tranne la zona umida d'acqua salmastra, ed uno più lungo, che include anche quest'ultima.
Nel primo tratto si attraversa l’ambiente affacciato alle barene, caratteristici isolotti tabulari della laguna, di natura argillosa, ricoperti di una fitta vegetazione alofita formata da piante perenni resistenti alla forte salinità del terreno.
Il sentiero si snoda poi sulla barena e, grazie alle passerelle, è possibile superare agevolmente i canaletti, sul fondo dei quali, se l'acqua non è torbida, si può osservare fauna bentonica (granchi, novellame, etc.), flora sommersa (Zostera noltii) e alghe (Ulva, Enteromorpha, etc.); ecco poi rivelarsi la vegetazione alofita stagionale, prima dei terreni dunosi, dove questa vegetazione si mescola a quella più propria delle dune, dove si sviluppano Juncus maritimus, Inula crithmiodes.
Valorizzare un territorio con un distillato
Rosolina Mare è un piccolo centro che si anima nei mesi estivi grazie alle attività balneari. Nel periodo invernale il numero di persone che circolano per strada si riduce drasticamente: le attività di ristorazione e i negozi aperti si contano forse su due mani e tutto assume un tono desolato ma integro. È proprio in quei momenti che diventa più facile intercettare racconti veri e profondi, di chi questa zona la conosce davvero, e la vive con rispetto e desiderio di valorizzarla, senza stravolgerla.
Su Piazza San Giorgio, una piccola piazzetta su cui si affacciano negozi, bar e strutture alberghiere, c’è Il Gattaccio, il locale di Enrico Crivellari e Silvana Marangon, diventato un polo noto a chi ama i lievitati da prima colazione, pizze e miscelati ben fatti, ma anche unica vetrina esistente di un prodotto speciale, che vi raccontiamo tra qualche riga. Enrico è autoctono, conosce Rosolina e Porto Caleri a menadito: è nato e cresciuto qui e, ogni giorno, se il tempo lo consente, batte il territorio via terra e via mare. Ci racconta le vicende che hanno attraversato questa località, sia dal punto di vista antropico che naturalistico, tra termini dialettali che spiegano efficacemente dettagli geografici e storici, e alcune particolari connessioni con le vicende nautiche. Il principale fulcro di interesse per Enrico, però, ci pare sia un po’ prima dell’acqua: è la vegetazione delle sabbie, quella massa verde, ricca di sentori mediterranei, che vi raccontavamo prima. È tra silenzi e sollecitazioni naturali che è nata l’idea di utilizzare le bacche di ginepro spontaneo per produrre un gin speciale, ormai conosciuto da intenditori e professionisti della mixology in Italia e all’estero. “La prima distillazione risale al 2017 e l’abbiamo chiamato Gin Caleri, naturalmente! Qui le bacche di ginepro rimangono verdi per la maggior parte del tempo, circa diciotto mesi, e imbruniscono negli ultimi due prima della completa maturazione. Il contrario di ciò che avviene nelle ‘normali’ piante di ginepro. Raccogliamo le bacche a mano - in modo quasi contemplativo, aggiungiamo noi - e quando lo serviamo sottolineiamo la sua unicità. Le bottiglie che produciamo sono limitate, come limitata è la disponibilità di bacche di ginepro a Porto Caleri… e questo è un valore aggiunto!”
Il Gin Caleri viene prodotto in quattro versioni: il classico, il Navy, l’Old Tom e lo Sloe (quest’ultimo con aggiunta di more selvatiche). È un gin che ha fatto molta strada ed ha contribuito all’affermarsi del nome Porto Caleri anche al di fuori della regione, talvolta persino oltre i confini nazionali. Enrico e Silvana ne sono orgogliosi, ma sono pure convinti che che ci debba essere più rispetto per il territorio.
Lo dicevamo all’inizio: Porto Caleri, soprattutto negli ultimi anni, è diventato l’approdo di tanti turisti e visitatori, ed è frequente imbattersi in comportamenti non idonei, irrispettosi dell’ambiente. Non è bello, nelle giornate d’estate, vedere tanta bellezza sciupata dall’uomo, quando giunge qui inconsapevole del valore del luogo, incurante delle altre forme di vita che lo popolano. Il fine della divulgazione è un tema su cui ci troviamo spesso a dibattere. Il nostro ruolo di comunicatori, e la nostra scelta di raccontare luoghi inaspettati, non mira a incentivare il turismo di massa. Ci auguriamo di portare conoscenza e consapevolezza ai lettori, descrivendo la bellezza con toni e modi lontani dal mainstream e dai trend di Instagram, o dai video di Tiktok. La bellezza merita di essere custodita e protetta, seguendo il buon senso e dando ascolto a chi la abita.
Il Giardino Botanico di Porto Caleri a Rosolina mare sarà aperto fino al 31 maggio il giovedì, sabato, domenica e festivi (venerdì 1 maggio compreso) dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, poi nei mesi estivi sarà aperto anche il martedì e mercoledì.
Il Gattaccio Prima della visita a Porto Caleri conviene godersi una delle migliori colazioni del litorale Adriatico nell’originale locale di Enrico e Silvana, ottimo approdo anche per pranzi e aperitivi. A pochi passi hanno inaugurato anche una gelateria artigianale, con proposte originali che valorizzano i prodotti locali. Piazza S. Giorgio, 15 45010 Rosolina Mare (RO)
Tel. +39 346 6104429 ilgattaccio@icloud.com
In Anguriara Un locale poliedrico in cui godersi una cena o un pranzo, ma anche un aperitivo, affondando i piedi direttamente nella sabbia, in un’atmosfera leggera, a una breve passeggiata dal mare. Via Torino, 3 45010 Rosolina Mare (RO) Tel. +39 351 7668807 prenotazioni.anguriara@gmail.com
Athesis Lodges Un residence moderno e funzionale, ideale per famiglie e per coppie che amano il contatto con la natura, con accesso direttamente sulla spiaggia. Via del Moro, 7 45010 Rosolina Mare (RO) Tel. +39 347 6787159 info@athesislodges.com
Sempre dal Gattaccio che, a pochi passi, ha inaugurato una gelateria artigianale, con proposte originali che valorizzano i prodotti locali.
Piazza S. Giorgio, 15 45010 Rosolina Mare (RO)