Premi INVIO per cercare o ESC per uscire
È da poche settimane che è uscito il report del Ministero del turismo sull’estate italiana, ove vengono evidenziati i risultati positivi che l’hanno caratterizzata. Non possiamo che esserne contenti, i dati statistici sono davvero positivi, in tutti i settori. Il report cita i dati fino a fine estate e indica come “il comparto domestico abbia segnato un aumento del 2,1% degli arrivi e dell’1,6% delle presenze, evidenziando una crescita più sostenuta della permanenza media rispetto al numero di turisti accolti. Anche il mercato straniero ha contribuito positivamente alla performance complessiva, con incrementi dell'1,9% negli arrivi e del 2,3% nelle presenze, confermando il consolidamento della domanda internazionale”. Messa in soldoni significa che nei mesi di giugno, luglio e agosto l’Italia ha raggiunto i 276 milioni di presenze, 5,5 milioni in più dell’anno scorso. “C’è un indicatore molto importante, il tasso di saturazione OTA, che dà la misura delle prenotazioni di alloggi sulle più grandi piattaforme online di tutto il mondo: l’Italia sfiora il 62%, un dato che è aumentato del 14% rispetto all’anno scorso. Ma è in relazione agli altri Paesi che acquisisce ulteriore valore: siamo 17 punti sopra la Francia e 7 sopra la Spagna, considerato una delle nazioni più turistiche. La crescita di oltre il 6% registrata nei borghi ci dice che le politiche attuate a sostegno dei territori stanno dando risultati importanti”, ha detto il ministro del turismo Gianmarco Mazzi. Un ministro che, per fortuna, non è iper-presenzialista ma lavora molto e, a quanto sembra, bene. La crescita delle destinazioni minori, quella dei piccoli comuni, è un fattore positivo che mette in evidenza quello che diciamo da quando è nata questa rivista pensata proprio per raccontare i luoghi inaspettati del nostro Paese: è necessario e urgente avviare dei percorsi di formazione rapidi, da fare durante i mesi invernali, per dare a chi ha deciso di investire nel turismo – i b&b, le trattorie tipiche, gli agriturismi che rappresentano la principale offerta nei piccoli comuni – gli strumenti minimali per saper accogliere e soddisfare i bisogni del turista che sceglie quel tipo di viaggio. Basta guardare quali regioni hanno segnato la crescita più forte per capire che il focus sulle piccole realtà rappresenterà la novità per i prossimi anni: rovincia Autonoma di Trento (67,3%), in Sardegna (67,2%), Friuli-Venezia Giulia (66,3%), Sicilia (65,6%), Veneto (65,6%), Marche (63%). Tutte regioni ricche di realtà territoriali autentiche. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione. Un’ultima considerazione la voglio fare riguardo al sistema alberghiero: riteniamo importante ribadire la necessità che le strutture alberghiere rivedano i criteri di assegnazione delle stelle, fermi da molti anni, per fare in modo che corrispondano sempre meglio all’offerta reale.