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È tempo di peonie, fiori di conturbante e fugace bellezza, che fanno capolino una sola volta all’anno, tra aprile e maggio. Un evento, per chi ha la predilezione per questo fiore con le corolle grandi, sontuose e stupefacenti. E non sono pochi quelli che lo preferiscono alla rosa o comunque lo considerano parimenti, tant’è che in Europa è conosciuto come “rosa senza spine”. In Cina invece, dove trae origine, la peonia è ritenuta la regina dei fiori, e pure fiore nazionale, e il perché lo racconta un’antica leggenda, secondo cui: “La superba imperatrice Wu Zetian era tanto capricciosa e dispostica da voler imporre la sua volontà anche agli alberi e agli arbusti. Un giorno, d’inverno, l’imperatrice ordinò ai fiori del suo giardino di sbocciare tutti insieme per rendere omaggio ed essi, ossequiosi, schiusero le loro corolle inchinandosi a lei. Solo le peonie ebbero l’ardire di rifiutarsi L’imperatrice si infuriò e volle che tutti gli esemplari fossero sradicati dal suo giardino e ripiantati sui gelidi altipiani dell’Henan. La peonia, impassibile, riuscì a sopravvivere alla rigidità dell’inverno e, quando giunse il momento, schiuse il solo fiore più bello che si fosse mai visto sulla Terra. L’imperatrice dovette rassegnarsi e restituirle il titolo indiscusso di “regina dei fiori”. Se anche un solo fiore, un mazzo, rapisce, si può immaginare cosa possa significare trovarsene un’autentica distesa, in più varietà e colori, davanti agli occhi. Un simile privilegio non per pochi ma, e qui sta la buona notizia, per tutti, lo si trova tra le colline dell’alto Lazio, nel viterbese, precisamente a Vitorchiano (VT), dove sorge il Centro Botanico Moutan, che su un’area di circa 15 ettari ospita una straordinaria collezione, la più importante d’Europa, di oltre 250.000 piante di peonie cinesi, tra cui circa 600 differenti varietà e ibridi naturali appartenenti alle specie botaniche conosciute.
La storia Tutto nasce da un innamoramento che, come spesso accade, diventa passione. Aveva ricevuto in dono piante di peonie cinesi, Carlo Confidati, imprenditore viterbese che della bellezza ha fatto la sua cifra stilistica, con un’azienda capace di portare raffinate primizie nel mondo degli arredi da giardino in Italia. Gli è bastato vederle fiorire queste peonie, per desiderare di approfondirne la conoscenza- facendosi una cultura di quelle cinesi, sia antiche che moderne - e arricchire di altri esemplari il proprio giardino di casa, che amici e conoscenti frequentavano volentieri. Nasce così l’idea di aprire, a inizio anni ’90, un vivaio a Vitorchiano (VT) dove, dopo aver scelto direttamente in Cina le varietà di peonie, vengono coinvolti botanici cinesi per la predisposizione del grande giardino e docenti universitari per la loro classificazione e l’individuazione delle caratteristiche delle diverse piante, instaurando una collaborazione pure con l’Università di Agraria di Viterbo, per farne un luogo interamente dedicato allo studio e alla coltivazione delle peonie cinesi, che nel 2003 viene eretto a Centro Botanico Moutan (termine questo che deriva del cinese “Mu dan”, peonia arborea) e aperto al pubblico. Un giardino in cui, fra lecci, ulivi, cipressi e querce, è ambientata una rara collezione di peonie, che è possibile rimirare prendendosi i propri tempi, aggirandosi liberamente tra viali, vialetti e poetici scorci, accompagnati da tabelle informative e QR code con audioguida che regala piacevoli approfondimenti. Di visitatori ne arrivano da ogni dove, oltre che da tutt’Italia, anche dall’Inghilterra, della Svezia, dalla Finlandia. “Non è improbabile che arrivino appositamente in Italia per far visita a questo centro – ci racconta la coordinatrice Erika Gamberucci – come quella signora finlandese che ci ha detto di avere approfittato del venire qui per poi portarsi su Roma. Capita anche che fra i visitatori ci siano garden designer, magari dall’Inghilterra, per individuare, nel periodo della fioritura, le piante preferite da farsi espiantare e spedire in autunno e piantumarle nei giardini che si stanno occupando di realizzare ”. E questo perché il centro a tutti gli effetti funziona anche come vivaio che, se a marzo veicola piante in vaso e non può spedirle perché entrerebbero in sofferenza, a novembre può effettuare la spedizione della pianta a radice nuda, perché essendo in riposo vegetativo non subisce traumi, e va piantumata prima dell’inverno. “Personalmente - ci confida Erika – ho fatto più traslochi ma le mie peonie mi hanno sempre seguito sopravvivendo anche a questi cambiamenti”. Sono longeve le piante di peonie, possono durare anche oltre cento anni. In compenso sono lente nella crescita (prima che una pianta da semi diventi da fiori devono passare 7/8 anni, diverso è se si dividono le radici). Anche il momento di fioritura varia a seconda della categoria botanica: le prime a sbocciare sono le peonie arbustive (mantengono rami legnosi tutto l’anno, raggiungono anche due metri di altezza e producono fiori grandi, fino a 25/30 cm di diametro) mentre le erbacee (seccano in autunno per ricrescere in primavera, arrivano a un metro di altezza, fiori tra i 10 -15 cm di diametro ) fioriscono ai primi di maggio, a chiusura. L’accelerazione o decelerazione nella fioritura è legata, come immaginabile, alla condizioni meteo. La tanta pioggia può scompigliare questi magnifici ma delicati fiori.
Da non perdere Se farete visita al Centro verso la fine di aprile, avrete la fortuna di ammirare, su due ettari di terreno, la preziosa collezione delle peonie Rocki, conosciute in occidente a inizio ‘900 grazie a Joseph Rock, cacciatore di piante, che si ergono con imponenza, arrivando anche fino a due metri di altezza, e presentano grandi fiori con una caratteristica inconfondibile: una macchia scura alla base di petali. E che dire degli unici fiori gialli di tutta la collezione? Pure questi sono peonie, peonie Ludlowii (dal botanico inglese Ludlow che insieme a Sheriff la scoprì nel Tibet nel 1936), originarie dalla zona su-est del Tibet, dal fiore piccolo (8-10 cm di diametro), inebriante profumo e molto amate dalle api.“ Ho in mente un’immagine buffa - mi racconta Erika – di tre api con la testa conficcata nel fiore, completamente inebriate”. I nomi delle peonie…bello fare caso anche a questi. Ce ne sono di poeticissimi, provate a inseguirli nel corso della vostra visita. Anche questi esprimono l’innamoramento di chi in passato li ha coltivati. Questo giardino monotematico contempla, quale altra imperdibile peculiarità la pergola del glicine, di oltre 60 metri, ricoperta di diverse varietà di glicine, in fioritura tra aprile e maggio. Informazioni per la programmazione della visita A partire dal venerdì la vostra permanenza nel giardino potrà essere allietata da una pausa caffè o un pranzo presso il Colour Café, il garden restaurant all'interno del parco, con i suoi tavolini colorati e l’immancabile vasetto con la peonia, piuttosto che nelle sale interne abitate da giganti quadri moderni che ritraggono i fiori che qui imperano. Sempre nei fine settimana o nei giorni festivi capita che vengano organizzate attività, dai workshop “Fatti il mazzo” a qualche conferenza di esperti botanici, a sedute di pilates… Vi avviso, in questo luogo incredibile, per cui solo una visita reale può far comprendere che simili luoghi esistono, si perde la nozione del tempo, le fotografie si sprecano e non si finisce di sorprendersi. Personalmente lo consiglio a tutti come rigenerante tiramisù, induttore di buoni pensieri, cibo di cui nutrirsi. Non ci sono effetti collaterali ma piuttosto stupore che, ancora una volta, la passione di un uomo, un solo uomo, abbia generato tutto questo, da condividere. Approfittatene quindi, questa è una destinazione vera che non mancherà di entusiasmarvi.
A seguire, intanto che siete lì, vale la pena conoscere il territorio circostante. La Tuscia, su quel versante, riserva borghi autentici, amabilissimi - come Vitorchiano stesso - e non distanti fra loro. E la sera concedetevi una romantica passeggiata a Viterbo, nel quartiere medioevale San Pellegrino. Vi piacerà!
OSTERIA PENSAVO PEGGIO Informale e accogliente, propone piatti tradizionali autentici, tra antipasti e primi caserecci e secondi Via Ariosto, 41 01030 Vitorchiano (VT) Tel. 0761/373 048
RISTORANTE ZAFFERANO Ristorante di sostanza. È la gradevolezza dei piatti tradizionali, con un tocco di ricercatezza, a lasciare il buon ricordo. Apprezzato per la carne di qualità.
Via Borgo Cavour, 19 01030 Vitorchiano (VT) Tel. 0761/370990
RESORT NANDO AL PALLONE Struttura d’atmosfera immersa nel verde dentro la cornice dei monti Cimini, accogliente e curata nei particolari. Luogo di relax che dispone di un ristorante da tenere in considerazione per la cena, volendo godere del resort. str. Sorianese, 1 01030 Vitorchiano (VT) Tel. 0761/370344