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Borghi Autentici d’Italia è una rete di comuni, piccoli e medi, enti territoriali, organismi misti dediti allo sviluppo locale che ha messo al centro, fin dalla sua costituzione, le comunità, gli amministratori e gli operatori economici, sociali e culturali dei luoghi. I Borghi Autentici sono impegnati in un percorso, talvolta complesso, di miglioramento continuo della struttura urbana, dei servizi verso i cittadini, del contesto sociale, ambientale e culturale per portare a un graduale e costante incremento della qualità di vita della popolazione. Non solo turismo quindi ma un impegno a far crescere comunità ospitali.
Ne parliamo con la presidente, Rosanna Mazzia, in questa intervista che segna anche l’avvio di una partnership con IlBelViaggio.
Come e perché nasce Borghi Autentici d’Italia?
“L’associazione è nata nel 2002 e io sono arrivata in associazione nel 2017, per diventare poi presidente nel 2019. Questa rete si è costituita per mettere in evidenza il protagonismo che ogni realtà locale sa esprimere per il bene della comunità, lo sviluppo di questi luoghi che non abbiamo mai immaginato come marginali o in irreversibile declino. Tra i nostri obiettivi c’è la diffusione di alcuni elementi valoriali tra cui: il rispetto del paesaggio, del territorio e dell’ambiente; la cultura dell’accoglienza; il coinvolgimento degli abitanti per fare la differenza”.
Quali sono i criteri di adesione ai Borghi Autentici d’Italia?
“Non chiediamo criteri per aderire ma l’assunzione di un impegno a fare un percorso insieme. L’associazione raccoglie le manifestazioni di interesse da parte dei vari sindaci, poi si fa una sorta di dossier d’ingresso che non è il libro dei sogni ma le azioni su cui ogni amministrazione comunale intende attivarsi insieme alla sua comunità.
Chiediamo loro di impegnarsi a seguire i progetti che l’associazione lancia ogni anno di cui le parlerò più avanti ma, in particolare, condividere un’esigenza: quella di innovare il governo della cosa pubblica, attraverso una visione sempre più vicina agli abitanti. Sono tre le grandi direttrici su cui ci stiamo muovendo. La prima è l’amministrazione condivisa che significa promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative; il secondo asset è l’economia civile, che significa guardare alla filiera economica con uno sguardo agli altri. Crediamo infatti nella capacità di sviluppo endogeno di questi luoghi e auspichiamo che in questo modo si possa interrompere la tendenza allo spopolamento; infine l’accoglienza, declinata in diverse forme, quella del turismo e della ricettività ma anche quella di nuove formule di accoglienza civile, fino al co-housing. Finora è venuta avanti l’idea che i finanziamenti più produttivi vadano destinati alle grandi città e che i servizi in perdita vadano tolti, ma il governo del Paese non può reggersi solo su una lettura matematica delle cose. Noi abbiamo una visione diversa: consideriamo queste aree, i borghi, come una ricchezza per il Paese, basti pensare che nove prodotti su dieci connotati da marchi di qualità come le DOP e le IGP provengono dalle aree interne del nostro Paese. Del resto il brand Italia contempla anche queste aree, molto apprezzate dagli stranieri che vogliono vivere una dimensione di vita più autentica e comprano qui le loro seconde case”.
C’è un argomento che mi interessa in particolar modo: quello dello spopolamento delle aree interne. Un problema estremamente serio su cui si sta facendo molto poco, ma se l’Appennino si spopola nessuno curerà più quei luoghi, quelle terre così fragili. Come contrastare il fenomeno?
“Non c’è un unico modo di rispondere, però oggi, dopo il Covid, si è acceso un piccolo faro sul problema che noi, insieme ad altre associazioni, cerchiamo di alimentare, mantenendo viva l’attenzione su questo. Devo però dire la mia onestamente, non penso ci sia continuità rispetto agli sforzi fatti per arrivare alla legge 158/2017 sui piccoli comuni, così come non è stato dato slancio alla strategia delle aree interne dell’economista Fabrizio Barca. Stiamo assistendo a un’emigrazione senza creare una controtendenza. Manca una visione su questa parte del Paese che non tiene conto neppure di un fenomeno sociale che stiamo costantemente registrando: i giovani non vogliono andar via dal loro paese d’origine. Questo è ciò che grida vendetta, vedere molti giovani costretti ad andar via”.
Nei piccoli borghi c’è il problema delle infrastrutture per accogliere il turista: quali proposte fate per sopperire a questo problema?
“Quello che vogliamo è scritto chiaramente nel nostro manifesto: il turista che visita i nostri borghi è un cittadino temporaneo, una persona che vive da dentro quell’esperienza, che non guarda i servizi di un hotel cinque stelle ma che apprezza l’autenticità dell’accoglienza, della vita quotidiana che si respira in quei luoghi. È più facile trovare in questi luoghi un bed&breakfast vero, dove c’è una persona ad accoglierti rispetto ai lucchetti digitali. Quando ragioniamo dei borghi di solito lo pensiamo come luogo romantico. I nostri non sono così; ci si può trovare con una colazione fantastica servita in casa, altre volte non si trova nulla tranne l’autenticità. Sono stata in un paesino della Sardegna dove non c’era un posto dove poter mangiare e sono stata accolta da una famiglia che mi ha offerto un posto alla loro tavola. È stata una esperienza indimenticabile che vale molto di più di tutto il resto”.
I vostri borghi, se visti con lo sguardo adeguato al luogo in cui ci si trova, sono un patrimonio di bellezza. Gli abitanti ne sono consapevoli?
“No! No perché di solito sono concentrati su quel che non c’è e non su quello che c’è. Bisogna avere consapevolezza del ben-essere che si vive in questi borghi ma questo non è ancora stato recepito compiutamente. Ci stiamo lavorando”.
Una chiacchierata sincera quella con la presidentessa dei Borghi Autentici d’Italia; nessun romanticismo ma la descrizione della realtà che ha, come ogni cosa, lati positivi e difficoltà da superare ma l’entusiasmo che esprime con la sua personalità ci fa pensare che ci riuscirà!
Borghi Autentici d’Italia
www.borghiautenticiditalia.it