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The Mosquito Bowl
a cura di Maria Cristina DriThe Mosquito Bowl05/11/2026

l 24 dicembre 1944, sull'isola di Guadalcanal nel Pacifico, mentre nel mondo imperversava la Seconda Guerra Mondiale, due reggimenti dei Marines americani organizzarono una partita di football.

Da una parte gli uomini del 4° Reggimento, dall’altra quelli del 29°. Giovani soldati che, prima di indossare la divisa, erano studenti, atleti e promesse del college football. Quella sfida passò alla storia come The Mosquito Bowl, la partita delle zanzare. Fu un momento di condivisione, di divertimento e di ritorno a una parvenza di giovinezza e normalità, prima di essere destinati, pochi mesi dopo, all'inferno di Okinawa, teatro di una delle campagne più sanguinose del Pacifico.

Dal libro di Buzz Bissinger, The Mosquito Bowl: A Game of Life and Death in World War II, prende forma il film diretto da Peter Berg, che porta sullo schermo una pagina poco conosciuta della storia americana.

Al centro della narrazione ci sono quattro giovani campioni universitari: John McLaughry, Bob Bauman, Tony Butkovich e Dave Schreiner, interpretati rispettivamente da Nicholas Galitzine, Bill Skarsgård, Ray Nicholson e Tom Francis. Il film racconta il traumatico passaggio dalla spensieratezza alla disciplina militare, dallo sport al combattimento, dai progetti per il futuro alla triste possibilità di non avere un domani. Questi ragazzi, insieme a tanti altri, non ebbero un futuro: non sapremo mai cosa sarebbero potuti diventare — insegnanti, atleti, costruttori, medici, mariti o padri.

The Mosquito Bowl

Peter Berg ne ha dato testimonianza con una regia realistica e immersiva, capace di mostrare l’orrore del conflitto e di toccare corde profonde. Se un film è in grado di scuotere le coscienze di tutti, e in particolare di chi detiene il potere, ben venga. Da John, Bob, Tony e Dave non ci separano migliaia di anni: le loro speranze, le loro paure e i loro sogni non sono diversi dai nostri.
Guardando The Mosquito Bowl è difficile non pensare ai venti inquieti che soffiano oggi sul mondo. Le immagini del passato ci interrogano sul presente e ci ricordano quanto siano fragili la pace e la convivenza tra i popoli. Se l'opera riuscirà anche solo a far riflettere sulle tristi decisioni che ancora oggi alimentano guerre e distruzioni, avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi più importanti.
Per comprendere fino in fondo questo sacrificio, una visita al National WWII Museum di New Orleans - https://www.nationalww2museum.org - rappresenta un'esperienza imprescindibile: tra documenti, testimonianze e percorsi immersivi, il museo restituisce un volto umano a quei giovani soldati spesso ridotti a semplici statistiche. Allo stesso modo, in Italia, il Civico Museo di Guerra per la Pace Diego de Henriquez di Trieste - www.museodiegodehenriquez.it - raccoglie memorie e reperti dei conflitti del Novecento con un preciso intento educativo: mostrare la guerra per insegnare il valore della pace.
Perché, alla fine, The Mosquito Bowl parla di ragazzi. Parla di ciò che la guerra strappa via per sempre. E di quanto sia fondamentale continuare a difendere la pace.
Dal 25 novembre in Italia su Netflix.